«Di eredi non vedo traccia»

Pagine 
88
ISBN 
9788889056912

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«Di eredi non vedo traccia»

Storie di tani, mericani e tripolini

In un grande boulevard del quartiere di Bruxelles dove vivo, Schaerbeek, mi sono imbattuto in un negozio di mobili «da Paola». La signora Paola ha una bisnonna italiana, ma di italiano non parla una parola e in Italia non c’è mai stata. «Ma i mobili che vende sono italiani?», le ho chiesto. «No», mi ha risposto, «ma la bandiera dell’Italia mi fa pubblicità. Così ci vengono gli emigranti a comprare. È un target ben definito». Le storie che seguono raccontano di viaggi, migrazioni e patrie abbandonate. Parlano di uomini che hanno lasciato tutto per necessità, idee politiche o senso dell’avventura. Ma anche di uomini che, solo perché l’insegna è in italiano, pagano un mobile due volte tanto. Come direbbe Paola, «un target ben definito». 

L'autore 

Daniele Comberiati lavora come Chargé de recherches Frs-Fnrs presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha pubblicato la raccolta di interviste La quarta sponda. Scrittrici in viaggio dall’Africa coloniale all’Italia di oggi (Caravan, 2009), i saggi Scrivere nella lingua dell’altro. La letteratura degli immigrati in Italia (1989-2007) (Peter Lang, 2010) e Tra prosa e poesia. Modernità di Sandro Penna (Edilet, 2010). Insieme a Etienne Dobenesque ha tradotto in francese la silloge di Penna Peccato di gola. Poesie al fermoposta (De la gourmandise. Poèmes poste restante, Paris, Ypsilon, 2009); nel 2010 ha curato per Nerosubianco la raccolta di racconti postcoloniali Roma d’Abissinia. Asmara, Mogadiscio, Addis Abeba: cronache dai resti dell’impero.

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