Tolto dall’io, preso dalla storia

Anno 
2012
Pagine 
152
ISBN 
9788889056905

Disponibile in

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Comitato scientifico internazionale 

Anna Dolfi (Università di Firenze)

Monica Jansen (Università di Utrecht)
Mara Santi (Università di Gand)
Silvio Alovisio (Università di Torino)
Alfredo Cottignoli (Università di Bologna)
Giorgio Longo (Università di Lille 3)
Enzo Neppi (Università di Grenoble 3)
Fulvio Orsitto (California State University, Chico)
Vittorio Roda (Università di Bologna)
Luigi Surdich (Università di Genova)
Bart Van den Bossche (Università di Leuven)
Nunzio Zago (Università di Catania, Ragusa)
Antonio Zollino (Università Cattolica di Milano)
Rodolfo Zucco (Università di Udine)

Tolto dall’io, preso dalla storia

Studio sul saggismo di Volponi

«Una così convinta ripresa della prospettiva critica di Lukács e di Adorno da parte di un giovane studioso, accanto alla scelta di un autore come Volponi, attesta che l’epoca del postmodernismo si è chiusa e che la forza delle contraddizioni e della crisi sta rimettendo in moto un urgente bisogno culturale di confronto con idee e problemi rubricati “per decreto” come desueti e inerti. Riaprire questa partita, oltre il dominio dell’ideologia asfittica delle “grandi narrazioni”, comporta il confronto con questioni culturali di grande respiro. […] Nel corso di tutto il Novecento, secolo eminentemente critico e autocosciente, il saggismo penetra ad alte dosi nel romanzo. In Thomas Mann, in Robert Musil e in Alfred Döblin, il discorso filosofico s’incorpora nella struttura stessa della finzione letteraria, Proust e Kafka dissolvono il romanzo nella memoria saggistico-autobiografica, nel diario aforistico o nell’apologo allegorico e qualcosa di simile accade anche in Pirandello e in Svevo, in Sciascia e in Calvino. È dunque il Novecento, con le sue strategie di contaminazione, a legittimare pienamente il gesto critico di Gabriele Fichera, che rilegge in chiave saggistica Corporale e Le mosche del capitale, vere e proprie “opere-mondo” sulla “modernizzazione” italiana». Il “saggismo” volponiano viene quindi interpretato, con Adorno, «[…] come un monito e un tentativo estremo di risposta alla difficoltà cui va incontro chi voglia rappresentare esteticamente gli orrori e la pervasività dell’odierno capitalismo».

L'autore 

Gabriele Fichera è nato nel 1977 a Catania, dove si è laureato in Lettere con un lavoro su Manzoni e la Storia della colonna infame. Dal 2009 è Dottore di Ricerca in Letteratura italiana presso l’Università di Siena. Oltre che di Volponi si è occupato anche di altri autori del Novecento come De Roberto, Palazzeschi, Ungaretti, Longhi, Sciascia e Fortini. I suoi temi di ricerca principali sono il rapporto tra saggismo e finzione narrativa e lo statuto del realismo letterario contemporaneo. Infine si è occupato anche della teoria letteraria italiana materialista e marxista dal 1970 al 2000. Collabora alle riviste letterarie «l’Indice» e «Narrazioni». Fa parte della redazione della rivista on-line «Ospite ingrato» del Centro Studi Franco Fortini. 

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