collana le onde

pagine 48

€ 8,00
  Cartoon
Galleria d’artisti del vignettista di Exibart

Non doveva essere Paparelli il vignettista ufficiale di Exibart.onpaper. E non lo dichiaro per far colpo con la classica furbetta prefazione che in luogo di osannare, fa le pulci e critica l'autore prefazionato. Lo dico perché è la verità. È andata proprio così. Tra l'altro io, Paparelli, non so dove abiti – suppongo in Piemonte, ma lo deduco solo dalla sua e-mail, l'unico strumento con cui abbiamo comunicato –, non so che voce o che faccia abbia. Era uno dei tanti, Paparelli. Mica un amico o un raccomandato. Uno dei tanti papabili per una rubrica già assurda di per se. Eh si perché come volete chiamarla una rubrica dedicata ad una vignetta in una rivista d'arte? Assurda, appunto. Quello che è la norma per i quotidiani o per i più diffusi newsmagazine (Forattini su Panorama, Altan sull'Espresso...) è considerato assurdo nell'arte. Avendo la ferma intenzione di fare cose fuori dall'ordinario decisi di avere anche una vignetta su ogni numero. La scelta volle essere, poi, ancor più estremista: non un vignettista fisso, ma una proposta diversa per ogni numero. Uno sguardo diverso ogni volta. Varie angolazioni, vari punti di vista... vignette al plurale. Non volevo che lo spazio in questione avesse un'autorialità; non volevo che avesse un proprietario. Volevo che venisse ogni volta interpretato da qualcuno di diverso. Che illuso che ero. Non immaginavo, evidentemente, di incontrare Paparelli.
Un tratto riconoscibile, ma non eccessivamente caratterizzato da renderlo inconfondibile. Testi da “Risate a denti stretti”, la famosa rubrica della Settimana Enigmistica. La capacità di interpretare i personaggi al di là dei gruppi e delle parrocchie sempre troppo presenti nel mondo dell'arte: da Vanesssa Beecroft a Mimmo Rotella, da Richard Long ad Elke Krystufek. Questi sono stati gli stratagemmi che hanno fatto riuscire Paparelli nell'intento di gabbarmi. Nel breve volgere di due o tre numeri vengono subito fugati tutti i dubbi: la ‘vignetta’ di Exibart aveva un proprietario, difficilmente amovibile, piuttosto istituzionale, con i suoi lettori affezionati, i suoi fan. E soprattutto, questa si badi bene è la cosa più importante, con la sua piccola ma non piccola quota di merito nel contribuire a quello che tutto il progetto Exibart.onpaper mira a concretizzare: avvicinare al mondo dell'arte, specie quella contemporanea, persone che non sono nel settore, che non sono nel giro, che non sono facenti parte del quartierino di un ambito, il nostro, che vive attaccato alla sua stessa autoreferenzialità.

Le vignette sono, per molti lettori, la prima cosa da andarsi a cercare dopo aver tolto il cellophan dal nuovo numero del giornale. Il viatico per la lettura di un oggetto che non vuole essere altezzoso, spocchioso, snob. E te lo dice, con grandissima efficacia, facendoti sorridere con una vignetta. A denti stretti, beninteso.

Massimiliano Tonelli


di Danilo Paparelli




Danilo Paparelli vive e lavora a Cuneo.
Ha pubblicato la sua prima vignetta nel 1979 su La Gazzetta del Popolo.
Da allora ha collaborato con numerose testate: L'Unità, Cuore, la Domenica del Cavaliere, La Repubblica, Satyricon, Tuttosport, La Stampa, Espansione, L'Impresa, Parcondicio,Il Giornale dei Poeti, ecc...
Attualmente è il vignettista di Exibart, L'Unità-Emme, La Guida, Il Corriere di Chieri, Braoggi e saltuariamente su altre testate.

I suoi lavori si possono anche seguire periodicamente attraverso il quotidiano di satira Bipartisan del gestore telefonico Wind.
Partecipa a molte rassegne umoristiche sia italiane che estere e vanta numerosi premi e riconoscimenti.
Tra i libri ricordiamo Diario di un satiro cuneese, Poltronissima, Ballon d'essai, Alici, Mal di goal, Penne d'amore, d'inferno e dell'anima, Spirito di patata, Teatrino, Cartoline dal Polo Nord ed ultimo In punta di matita.
Ha un sito internet ufficiale: www.danilopaparelli.it
q.tà